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"Speravo che conservando un perenne, conciliante sorriso si potesse evitare la seccatura del confronto o dello scontro, come facevano gli antichi Beoti, che dietro la rozza e proverbiale idiozia celavano la passiva accettazione del loro destino di sottomissione. Ad ogni modo il sorriso di sottomissione non mi aiutò quando m’imbattei nell’Ontopsicologia e iniziai a prendere la vita sul serio. Sperimentai allora a mie spese che trasformare un sorriso da beota in un sorriso da beato non è facile come invertire due vocali."
Andrea Pezzi, Fuori programma, Bompiani, p.52.